I primi mesi della vita di un cane sono determinanti nella formazione del suo carattere, quindi non si può lasciare nulla al caso quando si parla della sua educazione. E’ importante stringere una buona relazione con il cucciolo, guidarlo verso quella sana autonomia che gli permette di superare il distacco, mostrargli come affrontare la realtà circostante e dargli occasione di sviluppare le competenze sociali perché impari come comportarsi con i propri simili.
Il periodo di quarantena da covid-19, relegandoci in casa, ha reso impossibile lavorare sulla maggior parte di questi aspetti. Purtroppo questa condizione causerà dei danni sul lungo periodo, perché i cuccioli crescono molto in fretta e ogni fase di crescita presenta delle necessità esperienziali che non possono essere trascurate o posticipate.
Vediamo quali sono i principali problemi di comportamento che potremmo riscontrare nei cuccioli cresciuti durante la quarantena:

1) Incapacità di gestire il distacco

Molti di noi si sono ritrovati a non poter uscire di casa, se non per brevissimi intervalli di tempo, quindi i nostri animali si sono abituati ad averci sempre accanto a loro. Per il cane adulto il ritorno alla normalità potrà essere inizialmente difficile, ma se lo riabituiamo gradualmente a restare solo a casa dovrebbe riuscire a riprendere le vecchie abitudini senza grossi problemi. Questo non vale però per il cucciolo! I cuccioli sono per natura meno inclini a sopportare la solitudine, perché non possiedono ancora l’autonomia e la sicurezza necessaria per sentirsi al sicuro anche in assenza di una figura di riferimento o di un compagno di cucciolata. Questa capacità si genera in parte con la crescita, in parte grazie al proprietario che educa il cucciolo ad affrontare con serenità e gradualità il momento del distacco. E’ possibile iniziare ad abituare il cucciolo attraverso pochi minuti di esercizio restando tra le mura di casa, ma è impossibile concludere con successo l’educazione al distacco se non si può uscire!

2) Problematiche di relazione con gli altri cani

Il linguaggio dei cani è innato, ogni cucciolo nasce con il potenziale per poter sviluppare una comunicazione tale da farsi comprendere dai suoi simili. Tuttavia se le capacità comunicative non vengono esercitate, coltivate e perfezionate non si svilupperanno mai quelle competenze sociali che rendono il cane capace di adeguare il proprio comportamento a seconda dell’interlocutore e della situazione. La convivenza con la madre e i fratelli durante i primi mesi di vita da i primi fondamentali rudimenti della comunicazione canina, ma non è assolutamente sufficiente perché un cane diventi un adulto socialmente competente e un bravo comunicatore, in grado di capire e farsi capire dagli altri cani. Questo richiede che il cucciolo abbia incontri quotidiani con diversi cani per poter osservare il loro modo di esprimersi, raccogliere informazioni attraverso gli odori che emanano e imparare attraverso il gioco, strumento molto importante attraverso il quale apprende le regole sociali.
La provvisoria chiusura delle aree cani e la scarsa possibilità di avvicinarsi ad altri cani al guinzaglio ha reso impossibile una corretta socializzazione del cucciolo, compromettendo il corretto sviluppo della capacità di relazionarsi con i suoi simili. Crescendo il cucciolo diventa fisiologicamente più diffidente verso gli altri cani, quindi sarà molto più difficile che riesca ad approcciarsi ai cani nel modo corretto, mancando della curiosità e della spensieratezza tipiche del cucciolo.
Per quei soggetti che invece hanno conservato un buon ricordo dei cani e che non vedono l’ora di incontrarli nuovamente, il problema più grande sarà gestire la loro esuberanza che rischia di farli apparire troppo irruenti o aggressivi, mettendo in fuga o scatenando una reazione di difesa dell’altro cane.

3) Paure

Per un cucciolo tutto è nuovo e da conoscere, deve capire cosa è interessante e da che cosa tenersi alla larga. Durante i primi mesi di vita prevale la curiosità, che mano a mano lascia il posto alla diffidenza tipica del periodo adolescenziale. Per questo motivo si raccomanda di far conoscere al cane la realtà che lo circonda in modo graduale e senza spaventarlo entro i primi mesi di età.
Purtroppo chi ha adottato un cucciolo poco prima dell’inizio della quarantena si ritrova ora con un cane in fase preadolescenziale, che ha trascorso quello che viene chiamato periodo di socializzazione a fare tutto fuorché socializzare.
Sicuramente le regole della casa, gli oggetti di uso comune, i suoni tipici dell’ambiente domestico (radio, telefono, tv, frullatore, lavatrice, citofono, tapparelle) gli saranno molto familiari, ma cosa possiamo dire di tutto quello che si trova fuori di casa? Le brevi uscite che ci sono state concesse intorno a casa non sono sufficienti ad abituare il cucciolo alla caotica vita di città. Durante la quarantena il traffico è drasticamente diminuito, si incontrano meno persone e i luoghi di ristoro sono chiusi. I cuccioli non hanno idea di come comportarsi in un luogo affollato o trafficato senza poter fare pratica in modo graduale, affiancati dalla loro figura di riferimento. Un cane che viene esposto per la prima volta a suoni forti, macchine in movimento, tante persone che lo circondano in fase adolescenziale o preadolescenziale reagirà sicuramente sentendosi spaesato o peggio, in pericolo.
Quando la vita tornerà alla normalità sicuramente vorremo portare il nostro cane con noi a fare una passeggiata in città, in vacanza o al ristorante e desideriamo che si comporti in modo educato. Purtroppo un cane spaventato raramente è educato! La paura rende i cani imprevedibili, aggressivi, propensi alla fuga o pietrificati dallo spavento.

4) Mancanza di richiamo

Per insegnare al cucciolo a venire quando lo chiamiamo dobbiamo pronunciare gioiosamente il suo nome seguito dal segnale di richiamo, piegandoci sulle ginocchia per incuriosirlo, per poi gratificarlo con cibo e lodi non appena ci raggiunge. Questo esercizio si fa inizialmente nel salotto di casa, dove ci sono poche cose a distrarlo, in modo che sia facile per lui accorgersi di noi. Visto che l’obiettivo finale è di avere un cane che risponde al nostro richiamo in ogni situazione, dobbiamo gradualmente aumentare la difficoltà dell’esercizio, cambiando il luogo e aumentando la quantità di stimoli presenti.
Il luogo che scegliamo deve avere determinate caratteristiche: in primis deve essere sicuro, visto che il cucciolo potrebbe sbagliare e correre dalla parte opposta; in secondo luogo deve essere spazioso, perché a volte non basta piegarsi sulle ginocchia per attirare l’attenzione del cane, ma è necessario allontanarsi per invogliarlo a seguirci.
E’ difficile allenare il proprio cucciolo al richiamo in quarantena perché non abbiamo la possibilità di accedere ai luoghi giusti per esercitarci!
Un altro aspetto di cui tenere conto è l’età del cane. Un cucciolo di pochi mesi è meno indipendente e si incuriosisce facilmente, quindi è più propenso a darci attenzione e a non allontanarsi troppo. Crescendo il cucciolo diventa più sicuro di sé, trovando il coraggio per allontanarsi sempre di più e andando verso la fase adolescenziale ha molta più sete di indipendenza, diventando più propenso ad ignorare i nostri richiami.

Queste problematiche sono sicuramente impegnative da affrontare e risolvere, ma non disperare! Fatti affiancare da un professionista, senza perdere altro tempo, per incominciare da subito a lavorare su questi aspetti dell’educazione del tuo cane.

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