18 dicembre 2017

Ad ogni risorsa il suo spazio

È di pensiero comune, quando si hanno animali domestici da accudire, il decidere di allocare tutte le risorse (lettiera, ciotole per acqua e cibo, dormitori, etc.) di quest’ultimo in un unico spazio più o meno ristretto; motivo? Perché è comodo.
Ma la comodità e la pigrizia non sono amici dei più comuni animali che si può decidere di tenere in casa.
Online si trovano tantissimi siti in cui viene espresso l’obbligo di posizionare le tre principali risorse (cibo, lettiera, nel caso di animali che la utilizzano, e acqua) in diversi luoghi della stanza, della gabbia o addirittura della casa, peccando però di spiegazioni abbastanza accurate, oppure non dandone, sulle motivazioni per cui lo si dovrebbe fare.
Un passo indietro: l’acqua come fonte di vita ESSENZIALE per i microrganismi (patogeni e non).

Un batterio di qualsiasi tipo necessita di acqua “libera” (ovvero non legata ad altre sostanze o intrappolata nella struttura di una molecola) da poter usare per la propria sopravvivenza, insomma: senza acqua libera il batterio muore o non forma colonie (cioè aggregati di cellule batteriche) diventando così un grosso problema soprattutto se si tratta di un batterio patogeno.
Nelle industrie alimentari questa nozione è di fondamentale importanza, tant’è che aggiungono zucchero, conservanti o “ritardanti” nei liquidi e negli alimenti che noi stessi consumiamo tutti i giorni; oppure, come succede nel latte pastorizzato o UHT, utilizzano dei metodi di “abbattimento” o sterilizzazione dell’alimento per renderlo totalmente sicuro in fase di imballaggio, trasporto, vendita ed infine consumo (ovviamente, il latte, o la bevanda in generis, bevetele sempre nei tempi di scadenza – se in confezione chiusa – o nei tempi stabiliti dal produttore se viene aperta la confezione).
Tutto queste prassi sono utilizzate obbligatoriamente anche per quanto riguarda gli alimenti e i liquidi che i nostri amici animali consumano, nessuno fa eccezione!
Purtroppo però, probabilmente per poca conoscenza personale o perché non ci viene automatico fare l’associazione, a volte pecchiamo di “mancanze di igiene” per quanto li riguarda facendo cose apparentemente innocue ma che in realtà sono abbastanza pericolose; un esempio pratico:
tutti noi in casa abbiamo un bagno, più o meno distante dalla zona letto o dalla zona cucina; tutti i bagni, per legge, devono essere muniti di porta chiudibile E di un “anti-bagno”, ossia un’altra piccolissima stanzetta (spesso è sufficiente grande quanto un ripostiglio) munita anch’essa di porta; come mai?
Questione di igiene: le molecole fecali sono molto leggere, soprattutto se trasportate dall’acqua sotto forma di vapore acqueo, riuscendo quindi a coprire distanze anche di una certa importanza, come appunto dal bagno raggiungere la cucina e la camera da letto; essendo molecole fecali, come tutti sanno, in esse viaggiano sia molecole organiche (cioè a base di carbonio), molecole azotate (l’azoto è un cibo super pregiato per i nostri nemici-amici batteri) e batteri vivi e vegeti appartenenti alla flora microbica del nostro intestino (soprattutto del colon, dove la concentrazione dei batteri è maggiore).
Questi batteri, e le molecole azotate o carboniose, se trovano un ambiente “fertile” per poter sopravvivere e prolificare (residui di cibo, alimenti esposti all’aria, bevande in confezioni aperte o non chiuse da tappo, la ciotola di cibo del vostro animale, etc.) , sicuramente non ci penseranno due volte prima di farlo! Lo faranno nell’arco anche di pochissimi minuti fino a raggiungere consistenze abbastanza discrete.
Lo stesso ragionamento andrebbe fatto anche per gli animali da compagnia che necessitano di lettiera, ovvero gatti e animali in generis da gabbia (uccelli compresi, ma ne parleremo di seguito): se posizionate la lettiera immediatamente vicino alle ciotole dell’acqua (acqua = fonte di vita essenziale per la sopravvivenza dei batteri, chiamata anche “substrato” ovvero un terreno fertile per la loro prolificazione) e del cibo (composto da sostanze azotate e carboniose, dei buffet a ciel sereno per i microrganismi) il rischio di contaminazione è estremamente elevato se non totalmente assicurato.

Passando a concetti un po’ più subdoli, ma che rientrano sempre nella spiegazione fornita, è l’avvicinamento tra ciotola del cibo e acqua.
Il discorso è più o meno lo stesso (cibo = alimento anch’esso per i microrganismi, acqua = fonte di sopravvivenza essenziale) ma con l’aggiunta di una componente: il fatto che tutto ciò che trasportiamo sulla pelle, nella saliva, sui vestiti, sulle scarpe, sull’ambiente e via dicendo, è prolificante di batteri (chi buono, chi antipatico, chi fortemente cattivo – i così chiamati “patogeni”, ovvero che possono sviluppare patologie e malattie).
Le famose molecole che inevitabilmente viaggiano nell’aria o nel vapore acque possono provenire direttamente dal cibo del vostro animale e, se la ciotola dell’acqua è molto vicina, fanno molta poca strada prima di depositarsi lì catturati dall’elevata concentrazione di molecole d’acqua (per chi non avesse fatto chimica o studi più specifici, le molecole d’acqua sono molecole “cariche” ovvero che contengono una struttura atomica tale per cui formano una specie di leggero campo elettrico intorno ad esse; tale campo elettrico è ciò che fa stare unite le molecole d’acqua, crea la tensione della stessa – le famose gocce d’acqua – e che attira a sé altre molecole di diverso tipo).
Ci ritroviamo quindi in questa situazione: l’acqua addizionata a molecole azotate o carboniose provenienti dal cibo un po’ troppo vicino, ma non è finita qui! Oltre alle molecole provenienti dal cibo, nell’acqua finiscono tutte le altre molecole che l’animale, l’ambiente o noi stessi trasportiamo, microrganismi compresi.
Con i concetti spiegati fino ad ora, dovrebbe risultarvi immediato il fatto che quel mix a noi impercettibile di acqua addizionata diventa un buffet totalmente gratuito per tutti quei microrganismi che, nel loro viaggio, vi finiscono dentro; e trovandosi in queste condizioni molto favorevoli, inevitabilmente si moltiplicheranno formando colonie sempre più grandi e sempre più “visibili” (i cosiddetti “biofilm”, quelli che più comunemente si possono vedere negli stagni o nelle pozze con acqua ristragnante), “palatabili” (cioè di cui si può sentire il sapore) o – spesso – percepibili con l’olfatto (esempio: la bottiglietta in plastica, usata più volte, dell’acqua è un veicolo mostruoso di microrganismi; tant’è che dopo un po’ che si usa la stessa bottiglia inizia ad emanare odori sgradevoli, questo perché ci si annidano molto volentieri i batteri che vengono veicolati dall’esterno e da noi stessi bevendo).
Le ciotole che contengono cibo e acqua, dovrebbero essere pulite a fondo in maniera costante, almeno una volta ogni 2/3 giorni (tutti i giorni, preferibilmente a pasto finito, se si somministra cibo umido) e l’acqua dovrebbe essere cambiata e sciacquata anche due volte al giorno in concomitanza soprattutto di giornate molto calde; in questo modo si mantiene bassa la carica batterica (ovvero la quantità di batteri presenti) in modo tale che non diventi un problema per l’assunzione di cibo e acqua e per la salute del nostro amico animale.
Ci sono alcuni felini di nostra conoscenza che sono molto attenti a questo tipo di problematica, tant’è che spesso preferiscono bere solo da fonti di acqua bella fresca e scrosciante come fontanelle o lavandini; i gatti domestici fanno questo istintivamente, è nel loro retaggio comportamentale quello di bere da fonti di acqua corrente appunto come prevenzione dall’assunzione di acqua non proprio igienicamente tollerabile (in natura le fonti di acqua stagnante, oltre che albergo super accessoriato per batteri, è anche nido di molti parassiti, soprattutto intestinali, che gli animali poco accorti potrebbero prendersi).
I gatti, in generale e non solo nei confronti dell’acqua, sono molto attenti agli odori che ciotole e cibo possono emanare: un cibo guasto o un po’ fermentato è un cibo che veicola microrganismi anche pericolosi per loro, quindi, di tutta risposta, sceglieranno di non mangiarlo.
Ho detto “fermentato”? eh sì: ci sono certe tipologie di cibo, soprattutto quelli a base di carboidrati, che già di per sé sono un terreno fertile per lieviti, muffe e batteri senza l’ausilio di acqua abbondante nei dintorni. Come vi ho spiegato prima, l’acqua è presente nell’aria sotto forma di vapore acqueo e, a causa della struttura molecolare dei carboidrati, automaticamente questi ultimi assorbiranno quell’acqua rendendosi un alimento assai appetibile per tutti i simpaticoni sopra citati.
Questo è un grosso problema per quegli animali la cui alimentazione si basa soprattutto su alimenti di questo tipo: topi, cincillà, criceti e uccelli da voliera in generale necessitano di un costante cambiamento del cibo.
Gli uccelli da voliera soprattutto sono molto bistrattati da noi proprietari, pensando ingenuamente che la ciotola piena li faccia più felici e più tranquilli: non è affatto così. Più semi ci sono nella ciotolina e più microrganismi si andranno ad intrufolarsi rendendo tutto il cibo di quello spazio totalmente inutilizzabile al povero uccellino; infatti una prassi che tutti i proprietari di volatili dovrebbero attuare e rendere automatica, è quella di mettere meno cibo possibile a disposizione e di cambiare e pulire spesso la ciotola.

E non è finita qui! I volatili sono bistrattati anche nei confronti degli abbeveratoi dell’acqua. In media un proprietario non proprio preparato lava in maniera approfondita (che poi spesso è solo una sciacquata e una passata di spugna) l’abbeveratoio una volta ogni due settimane.
Poveri volatili.
Essendo gli abbeveratoi per la maggior parte chiusi, oltre che formare un grazioso biofilm batterico sull’acqua stagnante (quella posta sul lato dell’acqua dove l’animale non riesce a bere perché chiuso dalla scatoletta di plastica trasparente), formano anche ambienti adatti ad alcune specie di alghe!
Quindi, per una corretta gestione igienica dell’acqua, gli abbeveratoi andrebbero cambiati dell’acqua tutti i giorni (anche due volte al giorno nelle stagioni più calde) e puliti almeno una volta ogni 2 giorni con sapone, acqua calda e una abbondate risciacquata; per evitare sprechi di acqua inutili, dal momento in cui si dovrebbe cambiare due volte al giorno, si può benissimo mettere meno acqua all’interno dell’abbeveratoio.
In aggiunta a queste accortezze, la pulizia della loro lettiera andrebbe fatta una volta al giorno, sempre per evitare accumuli di feci e molecole volatili pericolose che potrebbero depositarsi su cibo e acqua.

La stessa identica prassi andrebbe attuata per tutti gli animaletti da gabbia, quindi: poco cibo per evitare fermentazione, poca acqua perché cambiata almeno due volte al giorno, lavare bene e spesso tutte le ciotole, pulire una volta al giorno la lettiera e mantenere le risorse cibo-acqua-lettiera il più distante possibile tra loro; quindi, cari proprietari, non mettete mai la ciotola dell’acqua sulla lettiera o la ciotola del cibo vicino a quella dell’acqua (che poi vi tocca cambiarla ogni ora, altro che due volte al giorno!).

Anche per l’amico Fido il discorso è lo stesso: spesso capita che i proprietari lascino una bella ciotola abbondante d’acqua a disposizione per tutto il giorno, e a volte per più giorni se vedono che è rimasta dell’acqua, e spesso senza pulirla a fondo. Lasciare la ciotola d’acqua è assolutamente necessario, ma il consiglio sarebbe quello di non posizionarla in zone di intenso passaggio (come l’entrata di casa, vicino alla finestra, in corridoio – o peggio – in bagno) perché il rischio di accumulo di molecole e microrganismi volatili aumenta incredibilmente; inoltre, la ciotola dell’acqua, andrebbe pulita a fondo almeno una volta al giorno (stessa prassi: pochissimo sapone, acqua calda e una abbondante risciacquata).
Inoltre, altra pecca, è quella di non pulire ogni giorno la ciotola del cibo, anche se secco (questo discorso si può benissimo applicare anche al caso del gatto): le crocchette, essendo solide, rilasciano molta polvere sulla base e sul bordo della ciotola che inevitabilmente va a “catturare” l’acqua allo stato di vapore che circola normalmente nell’aria, creando delle vere e proprie colture batteriche (tant’è che i primi terreni di coltura, ovvero dei terreni su cui far crescere appositamente le colonie batteriche, venivano create usando il brodo di carne, composto che è contenuto nei cibi secchi di cani e gatti – ma ovviamente non sotto forma di brodo, diciamo che nei croccantini rimane solo al sostanza grassa e proteica).
Stesso discorso della lontananza tra acqua e cibo è validissima anche per i cani, questa regola dovrebbe e DEVE essere applicata a tutti gli animali da compagnia.
Anche perché, sinceramente, a voi piacerebbe bere un bicchiere d’acqua lasciato all’aria un po’ troppo tempo, o piena di briciole di cibo belle ammollate, o consumare il vostro pasto in bagno?

Per ulteriori approfondimenti, potreste consultare un qualsiasi libro (anche di livello medie/superiori) di microbiologia oppure visitare alcuni siti come questi:
http://www.sciunisannio.it/old/doc/appunti/lm_biol/201011/microb_virol_m_03.pdf
http://tesi.cab.unipd.it/14059/1/Seren_Luca.pdf
http://www.ausl.fo.it/portals/0/eventi/2007/giaccone_biofilm_21-09-07.pdf
http://www.icfsrl.it/public/upload/downloads/Relazione_Biofilm_generica.pdf
http://www.distabif.unina2.it/Materiale_Didattico/Muscariello/Microb%20Generale%20e%20Ambientale%202013-2014/(19-20)Habitat%20microbici.pdf
http://www.fondazioneamga.org/public/dellalibera(6).pdf
https://it.wikipedia.org/wiki/Biofilm
http://www.mednat.org/alimentazione/fermentazione_cibi_e_bevande.pdf
http://www.simpios.it/public/ufiles/manuale_ific/Cap25_Acqua.pdf
http://www.federica.unina.it/agraria/microbiologia-degli-alimenti/fattori-ecologici-intrinseci-attivita-dell-acqua-ph-potenziale-redox-strutture-e-nutrienti-antimicrobici/
http://www.fibrosicisticaricerca.it/domanda-e-risposta/batteri-e-acqua-di-casa/
http://www.aslnapoli2nord.it/sitoweb/file/magazine_file_20_9.pdf

Scritto da: Giorgia Venturi

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